1977-2007 30 anni di vita in montagna – Cai Castelli

1977-2007 30 anni di vita in montagna - Cai Castelli

1977-2007 30 anni di vita in montagna - Cai Castelli

La Sezione Cai di Castelli, dopo l’organizzazione dell’escursione Parco d’Inverno del 26 dicembre al Fondo della Salsa, termina le iniziative celebrative dei 30 anni di vita in montagna 1977-2007, collaborando allo svolgimento del Presepe Vivente di Villa Rossi, piccola frazione del Comune di Castelli.
Il 30 dicembre, ripercorrere le scene della natività a Villa Rossi, sarà una nuova occasione per incontrarsi, sempre all’ombra delle montagne del Gran Sasso d’Italia, riscoprendo la magia di luoghi, attività e gesti ancora presenti in montagna, che il Cai tutela e fa conoscere con gli studi “terre alte”.
Tra i compiti delle Sezioni Cai, specie le meno numerose, quelle tenacemente abbarbicate ai paesi di montagna, sempre più spopolati, l’impegno nella valorizzazione di ogni risorsa ambientale ed umana del territorio, condividendo esperienze e progetti, consapevoli che solamente unendo le forze si può uscire dalla marginalizzazione imposta alle zone interne.
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PRESEPE VIVENTE
IX edizione

VILLA ROSSI – Castelli (TE)

30 dicembre 2007
ore 18,00

di Filippo Di Donato

A Villa Rossi, pittoresca frazione di Castelli (TE), affacciata sulle montagne del Gran Sasso d’Italia, tra il Monte Prena ed il Monte Camicia, la laboriosa inventiva degli abitanti ha portato ad allestire un partecipato e singolare Presepe Vivente, giunto alla IX edizione. Alla riuscita dell’evento collaborano il Comune di Castelli, il Bim – Consorzio Comuni del Vomano e Tordino, la Provincia di Teramo e la Sezione Cai “Piergiorgio De Paulis”, che con questo evento conclude la celebrazione dei 30 anni di vita in montagna.

L’appuntamento è a Villa Rossi, domenica 30 dicembre, alle ore 18.00, partecipando alla rappresentazione della natività, coinvolti, per circa 45 minuti, da suggestioni evocate dal paesaggio, dalla coreografia e dalle oltre venti scene allestite con devozione, tra religione, cultura, natura e storia.

La tradizionale lavorazione della ceramica, che ha reso famoso Castelli nel mondo, è la cornice naturale ad un evento ben riuscito che raccoglie la passione e la disponibilità dei 300 abitanti di Villa Rossi, tutti impegnati come personaggi, lavoranti, costumisti, ad arricchire e animare le scene della rappresentazione.

L’idea del presepe vivente si è concretizzata nel 1998, grazie all’impegno del prete di Castelli ed attorno a quella prima esperienza è stato un crescendo di partecipazione e di idee, con una riposta sempre più corale e partecipata, al punto che molte persone, nate nel paese, ma trasferitesi per lavoro ed altri motivi, tornano, richiamate da questo evento e ripopolano il piccolo borgo.
Il presepe è quindi diventato un luogo di “incontro”, un’occasione per ritrovarsi, mettendo a disposizione esperienze e capacità. I giorni che precedono la rappresentazione fanno di Villa Rossi un piccolo ed accogliente “laboratorio”, animato dai paesani che, in armonia, si occupano della realizzazione delle scene, dell’allestimento degli scenari, posizionandoli per valorizzare scorci del paese ed abitazioni, della preparazione dei costumi, scegliendo la posizione dei figuranti.

E come d’incanto, all’imbrunire del giorno scelto, le strade del paese si colorano, i fondaci si aprono per mostrare ed accogliere, le persone in costume invitano, le scene e le attività si svolgono con naturalità. Ogni gesto, ogni episodio, aiuta ad accostarsi alla natività, alla sacralità dell’evento, in luoghi dove si svolge la vita quotidiana e tutti, protagonisti e spettatori, diventano elementi di un unico quadro, di un unico evento, per rivivere “in prima persona” la nascita di Gesù.

Per una notte, un po’ magica ed evocativa, il piccolo paese diventa così un suggestivo presepe, uno spaccato di vita d’altri tempi, dove si ritrovano gesti e comportamenti ancora attuali in montagna, con le tradizionali lavorazioni dell’artigianato, della pastorizia, dei boscaioli, dei contadini. Donne, uomini, bambine e bambini, compongono gli scenari della natività, dall’annunciazione, alla ricerca della capanna, al lieto evento, agli omaggi dei saggi re magi, susseguendosi con ritmi coinvolgenti e ricostruzioni che sanno attrarre e incuriosire. Ampio spazio è dato alla riscoperta dei prodotti tipici, alla genuinità e alla qualità del cibo, ai sapori locali, con il fuoco che cuoce pane e pizze, il rito del maiale con le salsicce ed il formaggio, sia stagionato, sia quello fresco, prodotto davanti agli spettatori e gustato immediatamente, ancora tiepido.

Le mani sono sicuramente un elemento indicativo della serata. Mani abili, agili, laboriose, impegnate in tanti gesti, in molte fasi delle lavorazioni che si avvicendano. C’è sempre un personaggio che le muove, nel filare, nello spalmare salsicce, nel decorare una mattonella, nel lavare i panni al fiume o ruotare abilmente il grande crivello per pulire il grano dopo la battitura e tanto altro ancora. Azioni e movimenti sempre diversi, come i mestieri che si svelano e si trasformano in note educative per i giovani, un invito a riscoprire, con il sorriso e gesti tranquilli, assecondando i ritmi delle stagioni, il piacere della manualità per apprendere facendo.

Ed è il rapporto con l’ambiente naturale, intriso dei segni e dell’operosità dell’uomo, a diventare il messaggio in grado di superare i confini dell’evento, per far comprendere che la proposta culturale e laboratoriale, offerta dalla montagna, c’è sempre, tutti i giorni. A Castelli ed a Villa Rossi si può e si deve tornare ancora, visitando le fabbriche, il Museo delle Ceramiche, l’Istituto Statale d’Arte ed i molti Agriturismi dove c’è sempre la possibilità di toccare, di fare e manipolare con argilla, acqua, colori, grano e farina per la lavorazione del pane, la preparazione di dolci ed annusando i percorsi odorosi delle erbe. I luoghi di montagna sono piccoli scrigni di cultura e natura, da scoprire con calma, a piedi, percorrendo i sentieri del Cai, sostando nei paesi ed incontrando gli abitanti ancora legati ad un’attività contadina ed ad antichi mestieri. Castelli con il suo particolare territorio, Villa Rossi e le altre frazioni, la storia dell’artigianato artistico, consentono al visitatore di tessere nuovi e forti legami tra l’uomo e la natura, con buone pratiche da riportare nei luoghi di provenienza, recuperando il valore di momenti ed esperienze legati alla tradizione, vissuti in modo attuale e propositivo.

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Info Cai Abruzzo – Filippo Di Donato Cell. 339.7459870 – f.didonato@caiabruzzo.it; www.caiabruzzo.it